Regolarizzazione migranti: atto di civiltà, no a speculazione politica

La regolarizzazione dei migranti è una battaglia giusta, che alcuni di noi combattono fin dal decreto Salvini 1, con lo scopo di far emergere dall’invisibilità queste vite che il populismo cerca di nascondere o, peggio, dà in pasto alle mafie. Già allora presentai un emendamento che ne prevedeva la sanatoria a carattere umanitario.

In questo delicato frangente storico di emergenza sanitaria, la regolarizzazione dovrebbe essere tema che unisce con responsabilità, scacciando dal dibattito qualunque speculazione politica o tentazione salviniana che pure vediamo in alcune parti del Movimento 5stelle. Stiamo parlando per lo più di braccianti, già vessati da condizioni di lavoro disumane, sottopagati e sfruttati e con alle spalle un vissuto di soprusi e violenze. Le resistenze di Crimi e di parte dei 5stelle risultano ancor di più incomprensibili se pensiamo che questi lavoratori andrebbero a coprire oggi un vuoto di manodopera clamoroso nel comparto agricolo del nostro Paese provocato dalla pandemia in atto e necessario a sostentare tutti noi.

La regolarizzazione dei migranti però, più di ogni cosa, è atto di civiltà e giustizia sociale e il Paese lo comprende con lo stesso senso di responsabilità e fiducia con cui ha affrontato in questi due mesi l’emergenza sanitaria. I grillini dimostrino di essersi affrancati dalla subalternità a Salvini e Meloni, oggi hanno la possibilità di saldare i conti con il loro passato e compiere finalmente la scelta giusta.

Rassegna stampa

Corriere della Calabria – Regolarizzazione migranti, Bruno Bossi: “E’ un atto di civiltà”

Eco dello Jonio – Regolarizzazione migranti, Bruno Bossio (Pd): «Atto di civiltà, no a speculazione politica»

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