La mia storia

Chi sono

Enza Bruno Bossio è calabrese: vive tra Cosenza e Amantea, è nata a Grimaldi il 15 aprile del 1957. Insieme a Nicola ha due figli: Rita e Ciccio. Due cani, Arturo e Aladino e due gatti, Alice e Totò.

Dal febbraio 2013, con diecimila preferenze alle primarie PD, è eletta parlamentare alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione Calabria 1. Oggi è alla sua seconda legislatura e dal maggio del 2013 fa parte della XI Commissione poste, trasporti e telecomunicazioni. Ha fatto parte della Commissione Antimafia della XVII Legislatura ed è tra le fondatrici dell’Intergruppo parlamentare Innovazione.

Fin dal primo giorno si è impegnata per i diritti civili e sociali: dalle sue battaglie per il reddito minimo si approva il REI, fa inserire l'alternanza di genere nelle preferenze per le elezioni europee, fa estendere l'APE social anche ai parenti di secondo grado delle persone con disabilità, la sua proposta di legge sulla legalizzazione cannabis viene assorbita nella legge sul quella terapeutica. La sua proposta di legge per garantire un futuro ai minori di famiglie mafiose recepisce il modello Reggio “Liberi di scegliere” ed è fatto proprio anche dal CSM; in seguito alla sua interpellanza parlamentare sul CARA di Isola Capo Rizzuto si generano le inchieste sulle infiltrazioni criminali nella gestione dei migranti. Da sempre sostiene che lo sviluppo coincida con l'innovazione digitale e per questo propone l'iperammortamento per le aziende su Impresa 4.0 e il credito d’imposta per la formazione sulle competenze digitali. È relatrice su e-commerce e diritti d'autore nella commissione trasporti sulla strategia Ue per il Digital single market.

Per la sua terra ha ottenuto risultati importanti in ambito di connettività infrastrutturale: la Banda Ultralarga in Calabria, che diventa la regione più connessa d'Italia in fibra ottica, la Commissione d'inchiesta sulle vittime della SS106, la Legge sui piccoli comuni e i borghi italiani, la Ciclovia del Mediterraneo, i treni veloci Roma-Reggio Calabria, l’inserimento della tratta Camigliatello-San Giovanni F. nella legge sulle ferrovie turistiche. Per la salvaguardia del patrimonio culturale calabrese, si oppone alla cementificazione del Parco archeologico di Capo Colonna e denuncia e sblocca i fondi non spesi del Parco archeologico di Sibari. Dal 2009 è in Direzione Nazionale PD e nel 2019 ha sostenuto Nicola Zingaretti al Congresso Nazionale PD.

Nel 2007 è tra i costituenti del PD di cui viene eletta dirigente regionale alle primarie.

Ma questa sua passione politica ha radici profonde: da studentessa del Liceo classico Telesio di Cosenza, nella prima metà degli anni '70, aderisce a movimenti giovanili e milita prima nel Il Manifesto e poi in FGCI, di cui diviene segretaria regionale. Il suo impegno dalla parte delle donne nasce in quegli anni con la partecipazione alle lotte femministe per la legge sull'aborto e contro la violenza sessuale. È eletta nella segretaria regionale del PCI calabrese come responsabile femminile e promuove il progetto Donna. Nel 1989 fonda a Cosenza il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino e da quando è nato il centro antiviolenza Fabiana Luzzi sostiene le loro attività.

Nel suo curriculum non c'è solo la politica ma anche la carriera manageriale: dopo una breve esperienza in RAI, viene assorbita da una delle sue più grandi passioni: l'informatica, arrivando ai vertici delle più importanti aziende del settore, alla guida di progetti di ricerca e sviluppo per il territorio calabrese.

Legge romanzi, guarda serie TV e ha una passione per il karaoke e i suoi amici purtroppo l’assecondano.

La mia politica

È tra i banchi del Liceo prima e tra quelli universitari poi che matura il mio impegno politico: aderisco al “Manifesto”, la formazione politica guidata da Luigi Pintor, Rossana Rossanda, Luciana Castellina e Valentino Parlato espulsi dal PCI nel 1968 per poi passare alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, di cui divento Segretaria Regionale in Calabria. Le battaglie per i diritti delle donne mi vedono in prima fila: la difesa della legge sull’aborto nel referendum del 1980 mi vede in prima linea, così come la lotta alle violenze sessuali ed alla parità di genere. Mi impegno, insieme a Simona Dalla Chiesa, nel “Progetto Donna” e fondo insieme a tante donne nel 1987 il Centro Antiviolenza dedicato a Roberta Lanzino, una sfortunata ragazza stuprata e uccisa l’estate precedente. Dopo il matrimonio e la nascita dei miei figli Rita e Francesco, decido di abbandonare la politica attiva dedicandomi al lavoro ed alla cittadinanza attiva, ma il richiamo della politica è troppo forte: nel 2004 mi iscrivo ai DS e sono tra i fondatori del Partito Democratico due anni più tardi, fino all’elezione a dirigente regionale nel 2007 ed alla nomina nella direzione nazionale del partito due anni più tardi. Il mio impegno per i diritti non si ferma qui: dal 2010 al 2012 lavoro alla creazione di un movimento per l’istituzione del Reddito Minimo Garantito in Calabria, raccogliendo più di 10 mila firme. Mi impegno a sostegno di Bersani nel 2012, diventando prima la candidata più votata alle primarie partitiche in Calabria e poi deputata alla Camera nel 2013. Sono membro delle Commissioni Trasporti e della Commissione Parlamentare Antimafia: il mio impegno si divide tra i diritti ed il futuro, tra il lavoro in sostegno delle donne e dei migranti e l’impegno personale e politico nel campo del digitale e dell’innovazione. Ricopro la carica di Capogruppo PD nella “Commissione d’inchiesta sulla digitalizzazione della PA”. Sono membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico.