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La storia di Enza

Nasco a Grimaldi (CS) il 25 aprile del 1957 da genitori insegnanti e trascorro la mia infanzia tra Grimaldi, Mendicino e Cosenza. Frequento il Liceo Classico “Telesio” dove mi diplomo con il massimo dei voti e, successivamente, il corso di laurea in Filosofia presso la giovanissima Università della Calabria. E’ negli anni del liceo e dell’università che mi accosto alla politica attiva nel PCI, diventando funzionaria e ricoprendo le cariche di Segretaria Regionale della FGCI e successivamente di Responsabile Femminile del partito. In seguito al matrimonio con Nicola Adamo (dirigente regionale del PCI e successivamente Consigliere Regionale della Calabria) e la nascita di mia figlia Rita, decido di lasciare la politica attiva e di intraprendere un nuovo percorso professionale. Inizio a lavorare in RAI e partecipo ad alcuni progetti di ricerca, ma inizio da subito il mio percorso nel mondo dell’informatica partendo dalla Intersiel, passando dal marketing strategico al coordinamento del Piano Telematico Calabria, al quale hanno lavorato le Università di Lecce e Tor Vergata insieme al Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica. Nel 1997 vengo nominata direttore generale del Consorzio TELCAL, costituito da Telecom, Intersiel e Italeco e con soggetto destinatario la Regione Calabria: lavoriamo alla progettazione di numerose iniziative pionieristiche per la pubblica amministrazione locale (telemedicina, sportello unico, formazione online) e le imprese (e-commerce, e-tourism). Membro del CdA di Sviluppo Italia, lavoro da responsabile marketing Area Regional Services di IT-Telecom agli accordi con Ancitel ed ai piani di e-government su tutto il territorio nazionale, prima dell’esperienza come AD di Intersiel. Nel 2006 affronto la bufera e la gogna mediatica di Why Not, l’inchiesta condotta dall’allora PM di Catanzaro De Magistris che coinvolge tra gli altri me e mio marito Nicola, allora vice presidente della Regione Calabria. Affrontiamo tutte le accuse a testa alta, continuo ad avere fiducia nella giustizia ed avrò ragione: vengo assolta perché il fatto non sussiste sia in primo che in secondo grado. Decido di tornare in politica per combattere per tutto ciò in cui credo: vengo eletta deputata nel 2013, dopo aver ottenuto 11mila preferenze nelle primarie. Un consenso popolare che provo ad onorare ogni giorno, con il mio impegno.

La politica di Enza

È tra i banchi del Liceo prima e tra quelli universitari poi che matura il mio impegno politico: aderisco al “Manifesto”, la formazione politica guidata da Luigi Pintor, Rossana Rossanda, Luciana Castellina e Valentino Parlato espulsi dal PCI nel 1968 per poi passare alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, di cui divento Segretaria Regionale in Calabria. Le battaglie per i diritti delle donne mi vedono in prima fila: la difesa della legge sull’aborto nel referendum del 1980 mi vede in prima linea, così come la lotta alle violenze sessuali ed alla parità di genere. Mi impegno, insieme a Simona Dalla Chiesa, nel “Progetto Donna” e fondo insieme a tante donne nel 1987 il Centro Antiviolenza dedicato a Roberta Lanzino, una sfortunata ragazza stuprata e uccisa l’estate precedente. Dopo il matrimonio e la nascita dei miei figli Rita e Francesco, decido di abbandonare la politica attiva dedicandomi al lavoro ed alla cittadinanza attiva, ma il richiamo della politica è troppo forte: nel 2004 mi iscrivo ai DS e sono tra i fondatori del Partito Democratico due anni più tardi, fino all’elezione a dirigente regionale nel 2007 ed alla nomina nella direzione nazionale del partito due anni più tardi. Il mio impegno per i diritti non si ferma qui: dal 2010 al 2012 lavoro alla creazione di un movimento per l’istituzione del Reddito Minimo Garantito in Calabria, raccogliendo più di 10 mila firme. Mi impegno a sostegno di Bersani nel 2012, diventando prima la candidata più votata alle primarie partitiche in Calabria e poi deputata alla Camera nel 2013. Sono membro delle Commissioni Trasporti e della Commissione Parlamentare Antimafia: il mio impegno si divide tra i diritti ed il futuro, tra il lavoro in sostegno delle donne e dei migranti e l’impegno personale e politico nel campo del digitale e dell’innovazione. Ricopro la carica di Capogruppo PD nella “Commissione d’inchiesta sulla digitalizzazione della PA”. Sono membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico.