#dilloaenza – Gender gap: il diritto di essere donne

“La riappropriazione del nostro corpo apporterà alla società umana mutamenti molto più essenziali dell’impossessarsi dei mezzi di produzione da parte dei lavoratori. Dobbiamo immaginare un mondo in cui ogni donna è il genio tutelare del suo corpo”. Adrienne Rich nel suo libro affida a se stessa ed a tutte le donne un compito che è legato al riconoscimento ed alla consapevolezza della propria soggettività. Sono convinta che il tema dei diritti delle donne non riguardi esclusivamente l’uguaglianza, ma il riconoscimento della differenza di genere e il rispetto delle proprie specificità. Ci sono tanti problemi da dover ancora affrontare: per fare un esempio, in Calabria il 70% delle donne non ha un lavoro, un dato assolutamente critico che abbiamo il dovere di ridurre, e sono spesso alle prese con importanti differenze di salario sul luogo di lavoro rispetto ai loro colleghi con uguali mansioni e responsabilità, il famoso gender gap.
Inoltre, in Italia è ancora forte il problema legato alla violenza sulle donne, figlio anche di una maggiore consapevolezza da parte del genere femminile della propria soggettività, che molti uomini non accettano e che puniscono con violenze tese ad imporre una condizione si subalternità. In questi anni però tanto è stato fatto: la maggiore consapevolezza ha fatto sì che aumentassero le denunce da parte di donne che subiscono stupri, violenza in famiglia e ricatti sessuali sul luogo di lavoro, anche grazie ad una legislazione sempre più avanzata, a partire ad esempio dall’adeguamento dell’Italia in questa legislatura PD della Convenzione di Istanbul. Resta però ancora da affrontare l’ultimo scoglio, un importante passo in avanti dal punto di vista culturale, che prevenga partendo dalle scuole e dalle famiglie la violenza di genere in tutte le sue forme.


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