#dilloaenza – Innovazione e competenze digitali

Quella che si è verificata nell'ultimo decennio è una vera e propria rivoluzione. Il digitale pervade la vita quotidiana di ciascuno di noi, regola e organizza la nostra stessa esistenza: attraverso il digitale passano non soltanto informazioni ma modelli di vita, di produzione, di sviluppo. Come tutte le rivoluzioni essa suscita speranze ma anche preoccupazioni e paure. Innanzitutto per quanto riguarda gli effetti che produce sul modello di produzione e, quindi, sul mercato del lavoro. Affermare, ad esempio, che i "robot" sostituiranno gli esseri umani non solo non è vero ma rischia di creare solo impotenza protestataria. L'innovazione digitale creerà invece milioni di nuovi posti di lavoro, in prospettiva equivalenti se non superiori di quelli prodotti dal vecchio modello di sviluppo.
Il nostro Paese non può permettersi di perdere questa opportunità, deve proseguire sulla strada dell'innovazione già disegnata dai governi Renzi-Gentiloni attraverso il piano Impresa 4.0 che vede come tecnologie abilitanti IOT, Big Data e Analytics, Open Data e Cybersecurity ma soprattutto le competenze digitali fin dalla scuola dell'obbligo. I "nuovi lavori" che nascono dagli investimenti nel digitale, richiedono un investimento altrettanto straordinario in formazione di profili digitale pronti per un mercato in veloce trasformazione che recuperi in Italia il fenomeno dello skills mismatch denunciato dall’OCSE. Solo se sapremo cogliere queste sfide, garantiremo ai giovani di domani un futuro ricco di opportunità e possibilità.


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Senza un moderno sistema di infrastrutture e di trasporti non è possibile alcun tipo di sviluppo. L'obiettivo è fare della Calabria una regione interconnessa, al centro delle grandi direttrici di collegamento indicate dall'Unione Europea, con una efficace lotta al dissesto idrogeologico e protesa alla difesa del suolo.
Dal 2010 sosteniamo la proposta di istituire anche in Italia il reddito minimo garantito, una risposta coerente a fornire tutele a coloro che fino ad oggi ne sono rimasti esclusi dal lavoro e dall’altra a consentire il pieno sviluppo delle capacità umane individuali.