La spettacolarizzazione della giustizia non è Giustizia

Condivido con amarezza ma senza arretrare di un millimetro dalla nostra battaglia politica, il comunicato di Nicola Adamo che si trova ad essere coinvolto in un contesto di indagine che niente ha a che fare con l’accusa che lo riguarda, come ribadito dagli stessi Pm in conferenza stampa.

E allora perché?

La sensazione che il procuratore Gratteri abbia in mente di “smontare la Calabria come un Lego” non partendo dai reati ma dai politici.

Ovviamente non tutti i politici ma solo quelli che non si assoggettano, che non si inchinano, che non si genuflettono davanti al “ più grande spettacolo dopo il big bang”.

Autocelebrandosi come sempre, anche questa mattina il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha annunciato di avere fatto la più grande retata della storia.

Mi auguro che sia effettivamente così, perché la lotta alla mafia è una cosa seria non uno spettacolo da prima pagina, né un libro venduto nelle scuole, e mi auguro che davvero Gratteri riesca a smantellare la mafia più pericolosa che ci sia.


Ma mi auguro anche che si arrivi a processo e non finisca, come il 90% delle indagini di Gratteri, in una bolla di sapone che non pulisce nulla ma cancella nel frattempo la dignità di chi ne viene toccato.

Nessuno vuole impedire ai Pm di indagare anche per reati così inverosimili come il traffico d’influenza (altro regalo della coppia Severino-Monti).

Ma la misura cautelare perché? Un divieto di dimora in Calabria per rovinare il Natale ai figli e per non partecipare alla campagna elettorale?

A meno che, come dichiarato dallo stesso Gratteri nella sua conferenza stampa, non voglia usare ancora una volta il suo potere giudiziario per fare lotta politica e in particolare impedire ad ogni costo la candidatura di Mario Oliverio a presidente delle Regione Calabria.

Tutto questo rende ancora più grave l’atto compiuto dal Pd di Zingaretti in questi mesi e la scelta di Callipo evidentemente cara a Gratteri.
Insomma siamo diventati più populisti, giustizialisti e manettari dei 5 stelle.
La fine dello stato di diritto sulla pelle delle persone, come purtroppo ci ha ricordato con commozione e rimpianto la mamma di Filippo Penati.

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