Pari opportunità, dall’Europa alla Calabria: così crescono i diritti delle donne

La mia legge per promuovere le pari opportunità nelle istituzioni europee

In queste elezioni europee io ho votato donna e l’ho dichiarato a più riprese. La elezione o rielezione di eurodeputate del PD non può essere un motivo di orgoglio e soddisfazione per tutti coloro i quali si spendono per i diritti delle donne e la parità di genere. Così nelle circoscrizioni nord orientale e nord occidentale si sono riconfermate Patrizia Toia e  Alessandra Moretti ed elette per la prima volta Irene Tinaglia, Elisabetta Gualmini, nella circoscrizione centrale Simona Bonafè, in quella meridionale  Pina Picierno e  in quella insulare Caterina Chinnici. Ancora poche donne. Ma è un risultato che  si è realizzato anche grazie all’ introduzione della legge per la promozione dell’equilibrio della rappresentanza dei sessi nell’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia. La mia prima proposta di legge, di cui sono stata prima firmataria, e che è stata poi assorbita dall’ approvazione della pdl abbinata nella scorsa legislatura, è stata volutamente incentrata sui diritti delle donne in Italia da sempre faro della mia azione politica. Già dalle scorse elezioni europee, questa legge ha garantito il riequilibrio di genere, che prima era un aspetto discrezionale dei partiti. Questa norma si inserisce nella serie di provvedimenti a favore delle donne, insieme al contrasto al femminicidio e all’adesione alla Convenzione di Instabul, che tanto hanno caratterizzato la“legislatura dei diritti”.

Legislatura dei diritti e della parità di genere

Nella XVII legislatura l’Italia ha fatto dei notevoli passi in avanti anche nell’affermazione della rappresentanza politica al femminile. Nella classifica stilata dall’Unione interparlamentare internazionale (IPU) e in particolare nell’ambito del progetto « Women in National Parliaments », il nostro Paese era passato dal 56o posto al 34o . La proposta di legge, che ho presentato nell’agosto del 2013, ha introdotto la cosiddetta « doppia preferenza di sesso » e un vincolo alla composizione delle liste. Prima di tutto, dunque, si propone di intervenire sulla legge 24 gennaio 1979, n. 18, introducendo disposizioni volte direttamente a garantire un’equilibrata rappresentanza di donne e di uomini anche per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, considerando la crescente rilevanza di tale consesso per le decisioni di politica pubblica che direttamente riguardano la vita dei nostri cittadini, la perdurante scarsa rappresentanza delle donne anche in quel contesto e la copertura costituzionale che, a partire dal 2003 con la riforma dell’articolo 51, hanno ottenuto le azioni positive volte a riequilibrare la rappresentanza dei sessi. La proposta di legge si motiva, inoltre, con l’esigenza di pervenire a un’omogeneità tra i sistemi elettorali delle diverse articolazioni della rappresentanza istituzionale. Si introduce quindi il metodo della doppia preferenza di genere, assegnando all’elettore la possibilità di esprimere due preferenze, ma obbligandolo a fare sì che, se intende avvalersi di tale facoltà, debba esprimerla per un candidato di sesso diverso dal primo, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Pari opportunità con Pina Picierno all’Europarlamento

La rielezione di Pina Picierno all’europarlamento fra le fila del Pd, unica eurodeputata della circoscrizione meridionale, è una buona notizia per tutti coloro i quali si spendono per i diritti delle donne e la parità di genere.
Il 20 marzo scorso ha ricevuto il premio come migliore parlamentare Ue per la categoria “Giustizia e Uguaglianza di Genere” e siamo sicuri che con Pina troveranno voce le istanze e le problematiche femminili, contro ogni forma di discriminazione delle donne, e non soltanto perché è una giovane donna del sud, capace e determinata, ma perché in questi anni si è battuta strenuamente per la parità di diritti tra uomini e donne in qualità di membro della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, organismo fondamentale per promuovere la tutela delle pari opportunità e l’eliminazione di ogni forma di violenza e di discriminazione femminile, con lo scopo di integrare la dimensione di genere in tutte le politiche dell’Unione.

 

Diritti delle donne e parità di genere in Calabria

Ora tocca alla Calabria, dove da mesi è in atto un dibattito pubblico e politico molto acceso su una autentica parità di genere, attraverso la modifica della legge elettorale. Le pari opportunità si nutrono di concretezza e l’inserimento della doppia preferenza nella legge elettorale calabrese è un passaggio obbligato non solo per realizzare i diritti della donne ma costruire una democrazia compiuta, in cui le discriminazioni femminili anche nell’accesso alla vita politica vengano riequilibrate, attivando tutti gli strumenti che l’ordinamento ci mette a disposizione. Ciò ha ancora più valore in Calabria, dove il presidente della Regione Mario Oliverio ha bene interpretato il valore delle donne, assoluta maggioranza nella sua Giunta. Ora va compiuto un altro passo. Il mio augurio è che questo grande tema non venga risucchiato nella logica degli schieramenti ma rappresenti un approdo a cui ciascun consigliere regionale possa arrivare spinto dalle evidenti ricadute positive che la piena partecipazione femminile apporta alla vita istituzionale.

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