La sentenza della Corte di Strasburgo e la necessità di modificare la legge sull’ergastolo ostativo

Sono poco più di 1174 gli uomini-ombra dell’ordinamento penitenziario Italiano: gli ergastolani ostativi.
Oggi la Corte di Strasburgo, con una sentenza destinata a fare storia, riconosce ad una di queste persone l’avvenuta violazione dei propri diritti umani e riconosce come degradante il trattamento cui proprio lo Stato italiano, nelle mani del quale era in custodia, lo ha sottoposto.

La Corte di Strasburgo e l’ergastolo ostativo

E, sempre la Corte, ha imposto all’Italia di adeguarsi agli standard internazionali sui diritti che la sua stessa Costituzione gli richiede attraverso l’articolo 27, prima che altre questioni dello stesso tipo pendenti a Strasburgo diventino ulteriori sentenze di condanna.
Quella contro l’automatismo del divieto di concessione dei benefici penitenziari previsti dal nostro ordinamento agli ergastolani che non collaborano con la giustizia è una battaglia difficile, come tutte le battaglie che conducono al riconoscimento di diritti.

La mia proposta di legge

Ed essendo quella dei diritti la barra del mio impegno parlamentare, già nella scorsa legislatura ho presentato una proposta di legge e, con l’occasione della Riforma della giustizia, una serie di proposte emendative divenute poi un Ordine del giorno accolto come raccomandazione dal Governo, sulla riforma del’ergastolo ostativo. Purtroppo mai attuato.
Ovviamente accanto a me e a tanti colleghi c’è stato il partito radicale, che sin dalla sua nascita si batte perché lo Stato di Diritto non sia solo una frase vuota di significato.
Oggi ancor di più sento la necessità di riproporre quella legge alla Camera non solo perché ce lo chiede la Corte europea dei diritti dell’uomo, ma soprattutto perché l’oscurantismo e l’anti democraticità delle attuali forze di Governo ci impongono di chiedere uno sforzo ancora più grande ai rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni in difesa dell’uomo e la sua dignità in ogni caso e ad ogni costo.

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