E questo è il fiore del partigiano morto per la libertà

 

Oggi è il 25 aprile. Non è un derby: è la festa della liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
Altro non si può festeggiare. Ancor meno ricordare l’oppressore dal quale ci siamo liberati.
Va festeggiata la liberazione perché nulla si ripete ma altro può accadere come ci mostrano i brutti episodi fascisti delle ultime ore a Bonifati, Milano, Bologna, Roma.
Come afferma Liliana Segre: “Chi fa politica non può ignorare la storia. Deve averla studiata!”
Con le dichiarazioni del Ministro dell’inferno chi ha dato la vita per difendere la nostra libertà, muore una volta di più.
Ma siamo sicuri che queste forze oscure non prevarranno e oggi saremo in tanti a provare la stessa emozione civile.

BELLA CIAO

«Una mattina mi son svegliato,
oh bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

Mi seppellirai [Mi porterai / E seppellire] lassù in [sulla] montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire [Mi seppellirai / Mi porterai] lassù in [sulla] montagna
[sotto l’ombra] all’ombra di un bel fior.

E [Tutte] le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E [Tutte] le genti che passeranno
Ti diranno «Che bel fior!»

«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»

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