Suruwa la prima vittima del decreto insicurezza

Dov’è la parola sicurezza nella baraccopoli di San Ferdinando? Si consuma tra le fiamme, mentre eroi silenziosi cercano di spegnerle prima che arrivino i vigili. Muore un giovane del Gambia, all’inizio dell’anno era toccato a Becky. Con il decreto insicurezza queste baracche si moltiplicheranno, mentre noi vivremo più soli e miserabili nelle nostre case un Natale, che di cristiano, ha veramente ben poco.

Ha un nome e un volto il ragazzo bruciato vivo il 2 dicembre nella baraccopoli di San Ferdinando. Si chiamava Suruwa, e aveva 18 anni. Oggi lo piangiamo insieme ai suoi amici e alla sua famiglia.
Il decreto Salvini ha tolto a Suruwa e a tutti quelli come lui, titolari di permesso umanitario, la possibilità di restare nello SPRAR, di lavorare, di integrarsi e alla fine anche di vivere.

VIDEO TESTIMONIANZA

 

Con il decreto insicurezza di Salvini 40 mila migranti andranno per strada. Anche se titolari di protezione umanitaria. 40 mila migranti in più per strada significa maggiore insicurezza anche per gli italiani che dice di voler difendere. Ma a lui non interessa. A Salvini interessa solo alimentare la paura che gli porta consenso. Sulla pelle degli ultimi.
Che fine ha fatto il Vangelo che agitava in campagna elettorale?

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