Vicinanza a Don Ennio Stamile.

L’inquietante atto intimidatorio perpetrato oggi ai danni di Don Ennio Stamile non deve essere assolutamente sottovalutato sia per la qualità della vittima sia per il contesto territoriale in cui si è verificato.
Don Ennio Stamile è non solo il coordinatore regionale di “Libera”, la nota associazione antimafia fondata da Don Luigi Ciotti, ma anche un sacerdote assai impegnato da anni a Cetraro (ad esempio nel noto premio “G. Losardo”) e in Calabria, animatore instancabile di numerose iniziative che vedono protagonisti quotidianamente centinaia di giovani.
Tra l’altro deve far riflettere come quello di oggi è solo l’ennesimo atto perpetrato ai danni di persone che proprio in quei territori svolgono una importante funzione di animazione culturale e sociale.
Com’è noto le forze della criminalità organizzata, così tristemente presente nel territorio dell’Alto Tirreno cosentino, da sempre sono avversarie di tutto ciò che può sottrarre ala loro nefasta influenza soprattutto le giovani generazioni.
È in ragione di ciò che, nell’esprimere a Don Ennio la mia più affettuosa solidarietà e vicinanza, chiedo alle forze dell’ordine e alla magistratura il massimo impegno per individuare moventi, mandanti ed esecutori del vile gesto intimidatorio.
Pur essendo a fine legislatura, inoltre, credo che la Commissione Parlamentare Antimafia debba svolgere, sul territorio di Cetraro e dell’Alto Tirreno cosentino una serie di approfondimenti, per come ho chiesto alla Presidente Rosi Bindi appena appresa la notizia.

RASSEGNA STAMPA
Ansa del 7 gennaio 2017

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