Cogliere fino in fondo la portata della rivoluzione digitale

Digital Revolution
Presentazione dell’Associazione “Italian Digital Revolution”
(ABSTRACT dell’intervento) – Iniziative come questa cadono al momento giusto perché si sente forte la necessità di acquisire soprattutto da un punto di vista culturale la ‘novità’ del digitale.
Infatti possiamo dire di avere ormai superato la cosiddetta era dell’informatica per come l’abbiamo conosciuta finora e di essere ormai entrati in quella dell’industria 4.0 che ci impone di ripensare la stessa organizzazione del modello di sviluppo economico.
Quella digitale, infatti, è una vera e propria rivoluzione che sta già imponendo cambiamenti profondi.
Non è un caso che la UE ha già adottato i primi provvedimenti per la realizzazione del mercato unico digitale europeo e l’Italia deve adeguare la propria normativa in tal senso.
Con la rivoluzione digitale cambia il lavoro, cambiano i bisogni stessi dei cittadini.
Poste ne è un esempio lampante: l’azienda si sta digitalizzando perché la richiesta del servizio universale è cambiata passando dalla lettera di carta, che ormai va scomparendo, alla e-mail.


Ovviamente non possiamo non tenere conto che, cambiando il lavoro, nascendo nuovi bisogni non si generino nuove ingiustizie e nuove povertà per affrontare le quali sarà necessario ripensare il welfare assumendo come centrale il tema del reddito minimo.
E’ del tutto evidente, dunque, che dobbiamo sviluppare al massimo le competenze digitali.
La buona scuola si muove in questo senso ma, per esempio, non abbiamo molti ragazzi studenti in grado di programmare !
Quello della programmazione digitale deve diventare un linguaggio universale, la nuova frontiera dell’alfabetizzazione.
La politica ha fatto alcune cose, paradossalmente nelle realtà più arretrate: grazie ai fondi europei, ad esempio, la regione Calabria, fanalino di coda, può contare oggi sul 70% di banda larga.
Ora dobbiamo essere in grado di creare i servizi che producano nei cittadini il bisogno di usare quella banda larga.
Se, ad esempio, la cartella clinica potrà essere ottenuta dal cittadino-paziente in un centro SPID
Se da ora in avanti, ad esempio, per avere la cartella clinica unica mi occorrerà passare da un centro SPID tramite l’on line, avrò trasformato l’interesse del cittadino in bisogno.
I servizi della PA, quindi, possono essere trainanti in questo senso ed avere ricadute anche su altri settori, primo fra tutti, quello dell’e-commerce.
Per seguire questa evoluzione abbiamo costituito alla Camera dei deputati l’Intergruppo innovazione per fare massa critica e intervenire, trasversalmente nell’azione legislativa perché la rivoluzione digitale è ormai in corso.
Digital Revolution (1)
Digital Revolution (2)
Digital Revolution (3)

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