Il “dottor” Scopelliti alla sanità calabrese ha fatto più danni della grandine

Incapacità politica e malasanità basta

Abbiamo appreso che l’illustre “dottor” Scopelliti, parlando nei giorni scorsi a Catanzaro, si è nuovamente prodotto in un tentativo goffo ed autoassolutorio, teso a spostare l’attenzione dei calabresi da tre ann di malgoverno del centrodestra in Calabria.
Da quando questo illustre “dottore” è diventato commissario per il Piano di rientro, dal 2010 al 2012, anche per el sue incapacità si sono registrati nella rete ospedaliera calabrese oltre 600 decessi in più.
Nell’ospedale “Hub” di Cosenza, dove è stato nominato un direttore generale di Reggio Calabria, si registrano addirittura morti per trasfusioni in un centro in cui non vengono assolutamente rispettati i protocolli sanitari e i topi la ganno da padroni.
Grazie all’illustre “luminare” Scopelliti, i calabresi, da tre anni a questa parte, pagano le tasse (IRAP ed IRPEF) più alte d’Italia, che vengono utilizzate per ricoprire i disavanzi annuali prodotti dalal sua gestione e che assommano ad oltre 400 milioni di euro e che potevano esere utilizzti, invece, per nuovi investimenti nella sanità e per predisporre un piano straordinario per il alvoro a favore dei giovani.
L'”assumificio” che ha appesantito l’azienda sanitaria cosentina di autisti, portantini e giardinieri di cui parla l’illustre “dottor” Scopelliti, risale agli anni 2000-2005, anni in cui egli stesso è stato autorevole esponente della coalizione di governo di centrodestra.
Proprio in quegli anni furono assunti ben 1137 lavoratori in condizione di precarietà. E’ troppo evidente che quelle assunzioni corrispondevano esclusivamente ad una pratica di vero e proprio scambio elettorale.
Scopelliti e i suoi amici non ebbero scrupoli ad utilizzare ingenti risorse finanziarie pubbliche per soddisfare le proprie bramosie clientelari ed elettorali. A tal proposito auspichiamo, ad esempio, che la Commissione di accesso per la verifica di infiltrazioni e di condizionamenti mafiosi nell’attività amministrativa dell’Asp di Cosenza abbia sicuramente rilevato ed accertato anche date e metodi di quelle assunzioni per le quali, in alcuni casi, è stato evidenziato anche dagli organi giudiziari il condizionamento delle organizzazioni criminali e mafiose.
Effettivamente ai tempi del centrosinistra, quelle che Scopelliti chiama assunzioni non furono altro che stabilizzazioni avvenute in virtù di normative nazionali e regionali e servivano a rendere libera una parte di quei lavoratori che erano stati precarizzati a vita dai condizionamenti elettorali che furono costretti a subire da Scopelliti e dai suoi amici del centrodestra.
La campagna elettorale nella qual Scopelliti ha avuto largo consenso risale, comunque, a tre anni fa. Come mai il “dottor” Scopelliti, dopo tre anni di malgoverno, piuttosto che parlare della grave situazione in cui versano i servizi sanitari ospedalieri in conseguenza di sue precise responsabilità ed incapacità di governo, insiste e sceglie di ritornare al passato con il chiaro e subdolo intento di cancellare un’esperienza che lui stesso considera fallimentare e che vorrebbe rimuovere totalmente dalla sua esperienza umana ed amministrativa ?
Evidentemente anch’egli, come gran parte dei calabresi, sa di aver prodotto in questi anni più danni della grandine.

Enza Bruno Bossio
Carlo Guccione

RASSEGNA STAMPA
L’Ora della Calabria 31 agosto 2013
Il Quotidiano della Calabria 31 agosto 2013

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