CETTO LAQUALUNQUE: L’ALTRA FACCIA DEL BERLUSCONISMO

da “Calabria Ora”
di Enza Bruno Bossio

Ho amato Albanese per anni. Inseguivo i suoi spettacoli e i suoi film. Sempre divertente, anche fuori dal palcoscenico, come a Venezia nell’allegra tavolata del film di Pupi Avati: “La seconda notte di nozze” A teatro raccontava l’italia : Epifanio, L’ Ottimista, il Sommelier, Alex Drastico e Perego, come i prototipi della nostra società: personaggi che si ritrovano nel collega, nel vicino di casa, forse in noi stessi. L ‘Italia del lumbard e del siciliano e ancora del piccolo imprenditore, dell’economista folle, dell’immigrato. E infine il sublime Cetto la Qualunque e il suo nemico De santis. Ma poi….ma poi é cambiata l’Italia e sono cambiati anche Cetto e Albanese. L’Italia infetta dal Berlusconismo ha prodotto a sinistra mostri autoriproduttivi come Alien. E anche il cinema, la satira, lo spettacolo incominciano a produrre mostri. Anzi succede che osservatori, critici, giornalisti e scrittori usano forme di spettacolirizzazione, si cimentano come attori o autori di testi anche teatrali per materializzarsi in Alien molto terrestri:  primi fra tutti Gianantonio Stella, Travaglio, Saviano, Fazio e Santoro. Personaggi che non sarebbero esistiti senza Berlusconi e che hanno fatto dell’antiberlusconismo e dell’antipolitica, anche contro la sinistra, un sistema di royalties. Senza pudore, succhiano il sangue di una terra, di un popolo, soprattutto meridionale, senza dover dare conto di nulla, senza verificare se le cose che affermano abbiano riscontri fattuali. E in particolare noi calabresi siamo sempre quelli piú giusti da colpire. E’vero: abbiamo avuto una classe politica che effettivamente non é stata in grado, per anni, di usare il proprio potere per dare un prospettiva di lavoro e di sviluppo alla nostra terra  e, nonostante i fondi comunitari, nessuno di questi investimenti, anche quelli spesi bene e con correttezza amministrativa,  hanno prodotto mezzo punto in piú sul Pil. E quando qualcuno, con un pó di buona volontà imprenditoriale e manageriale, ha cercato di mettere insieme le forze migliori dell’economia calabrese, é stato fermato prima dalla burocrazia e dalla cialis 10mg politica regionale e poi da qualche magistrato incapace sul piano giudiziario, ma forte sul marketing di se stesso. E quindi, mi direte voi: che ci azzecca tutto questo con Albanese? Ci azzecca eccome: perché i nostri errori, molti in buona fede, altri con dolo, non possono peró giustificare il destino della Calabria come sputacchiera d’Italia. Non a caso Albanese da Fazio si presenta con Giannantonio Stella che con il sorrisetto sardonico sulle labbra continua riproporre una Calabria solo mafiosa e ndranghetista (ma che ci sarà da sorridere mi chiedo, anche su questo) portando come esempio la nave dei veleni a largo di Cetraro, quando anche i sassi del mare sanno, che quella é una nave della prima guerra mondiale. Un prologo evidentemente coerente con il messaggio del film: quello stesso contestato da Peppe Voltareli, autore dell’Onda Calabra.
Non so se tutto questo é sufficiente per affermare che Albanese é cambiato. Peró mi sento di affermare con rammarico che non é piú il comico che come Zalone fa sorridere con leggerezza sui vizi degli italiani, ma appare oramai un altro megafono assoldato dai nuovi distruttori dell’Italia: l’altra faccia della stessa medaglia di Berlusconi.

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