Un nuovo welfare universale

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Il mondo del lavoro è totalmente, profondamente cambiato. Il modello delle fabbriche, del lavoro salariato, delle masse che lavoravano nelle catene di montaggio non esiste più: Internet e la digitalizzazione hanno stravolto totalmente i modelli produttivi, facendoci entrare in un'epoca diversa e tutta da disegnare. Proprio per questo, pensare ad un mondo come quello del ‘900 è totalmente sbagliato: servono nuovi modelli, occorrono paradigmi che sappiano rovesciare un welfare che rispetto all’attuale modello corporativo, deve diventare universale. Il reddito minimo oggi rappresenta la strada maestra attraverso la quale offrire pari opportunità a tutti coloro i quali sono fuori dal mercato del lavoro loro malgrado e anche temporaneamente.

In questi anni, dentro e fuori il Partito Democratico, mi sono battuta per quella che ritengo una misura di equità e giustizia sociale: finalmente, dopo anni di lotte, nel 2017 è stato introdotto il REI, il Reddito d'Inclusione, una prima misura di contrasto alla povertà e di redistribuzione sociale della ricchezza. Ma non basta: bisogna aumentare la dotazione finanziaria, per come già detto nel nostro programma elettorale, fino a coprire interamente la fascia dei quasi 5 milioni di individui attualmente sotto la soglia di povertà assoluta. Qui troverete quanto abbiamo fatto in questi anni, ma seguendomi scoprirete cosa continuerò a fare.