Il Pd di Cosenza al fianco di Mario Oliverio

Oggi la Direzione provinciale PD di Cosenza ha votato all’unanimità un documento che sconfessa il commissario del partito regionale che, esulando dal suo mandato, cioè quello di preparare il congresso regionale, si atteggia a segretario politico del PD calabrese.
La Direzione provinciale gioca la partita elettorale all’interno delle regole statutarie e nelle sedi riconosciute del partito, il commissario al di fuori di esse.
La coalizione del centrosinistra che sostiene Mario Oliverio è larga, inclusiva e rappresentante di una comunità, quella del commissario non esiste.La Direzione di Cosenza e la coalizione del centrosinistra hanno una proposta: quella di riconfermare per la prima volta nella storia del regionalismo calabrese un presidente uscente.Riteniamo il commissariamento illegittimo e chiediamo alla segreteria nazionale di avocare a se la gestione politica del PD calabrese discutendola sul territorio con i circoli e nelle vere assemblee.Noi non ci fermiamo e parteciperemo alla convention della coalizione del centrosinistra che si terrà lunedì 4 nov a Lamezia, per il prossimo programma di governo del candidato presidente Mario Oliverio.

Da Oddati nulla di nuovo, solo gossip, basta scelte carbonare

Non c’è niente di nuovo sotto il sole, non c’è un nome alternativo a quello di Oliverio, ammesso che debba esserci, solo gossip. Aspettiamo una convocazione seria, formale, del Pd, per discutere quali debbano essere le regole e quali i nomi in campo per le prossime elezioni regionali così ho replicato con decisione alla dichiarazione di Nicola Oddati, della segreteria del Pd, con cui si ribadisce il no del Nazareno a una ricandidatura in Calabria del governatore uscente Mario Oliverio. Il Pd deve convocare una riunione non carbonara, come quelle fatte dal commissario Stefano Graziano solo con quelli che gli danno ragione, con tutte le componenti del partito, i parlamentari, i consiglieri regionali per aprire una discussione di merito, anche perchè 5mila iscritti hanno firmato per chiedere le primarie. La riunione del 7 agosto di cui parla Oddati non esiste, è stata una comunicazione che è stata data prima alla stampa da Oddati e Graziano, poi c’è stata una discussione tra diverse posizioni. Nessuna decisione. Dopo quel 7 agosto non è successo più niente.

A quel punto, quella apertura di discussione che c’era stata il 7 agosto è diventata una decisione, coperta dalla foglia di fico di chi diceva ‘ma ora che siamo al governo con il M5s come fa Oliverio e non fare un passo indietro?’. Su quella foglia di fico è crollata la doccia fredda dell’Umbria. Tra l’altro, in Calabria non c’è mai stata una disponibilità del M5s a fare una alleanza con noi, nè c’è mai stata una disponibilità del Pd calabrese. La dimostrazione che la scelta sulla Calabria se la giocano tra persone, oltre alla dichiarazione di Oddati, sta nel fatto che una rappresentante del governo del Pd, Marina Sereni, umbra, che da 30 anni è dirigente dell’Umbria e ha percorso tutte le sconfitte e ha fatto carriera con tutti i segretari nazionali, invece di godersi una sana vecchiaia da vice ministro agli Esteri si permette di dire in Tv che l’unica cosa certa è che in Calabria non sarà candidato Oliverio. Nemmeno con le regole del M5s! Lì sarà una farsa ma una piattaforma esiste, qui da noi vale solo la serie di sconfitte umbre.

 

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